Cyrano de Bergerac, tra poesia, ironia e amore

Se ne potevan dire… ma ce n’erano a josa, variando di tono. – Si poteva, putacaso, dirmi, in tono aggressivo: “Se avessi un cotal naso, immediatamente me lo farei tagliare!”
Amichevole: “Quando bevete, dée pescare nel bicchiere: fornitevi di un qualche vaso adatto!”
Descrittivo: “È una rocca! È un picco! Un capo affatto… Ma che! L’è una penisola, in parola d’onore!”
Curioso: “A che serve quest’affare, o signore? Forse da scrivania, o da portagioielli?”
Vezzoso: “Amate dunque a tal punto gli uccelli che vi preoccupate con amore paterno di offrire alle lor piccole zampe un sì degno perno?”
Truculento: “Ehi, messere, quando nello starnuto il vapor del tabacco v’esce da un tale imbuto, non gridano i vicini al fuoco nella cappa?”
Cortese: “State attento, che di cotesta chiappa il peso non vi mandi per terra, a capo chino!”
Tenero: “Provvedetelo di un piccolo ombrellino, perché il suo bel colore non se ne vada al sole!”
Pedante: “L’animale che Aristofane vuole si chiami ippocampelofantocamaleonte tante ossa e tanta carne ebbe sotto la fronte!”
Arrogante: “Ohi, compare, è in moda quel puntello? Si può infatti benissimo sospendervi il cappello!”
Enfatico: “Alcun vento, o naso magistrale, non può tutto infreddarti, eccetto il Maestrale!”
Drammatico: “È il Mar Rosso, quando ha l’emorragia!”
Ammirativo: “Oh, insegna di gran profumeria!”
Lirico: “È una conca? Siete un genio del mare?”
Semplice: “Il monumento si potrà visitare?”
Rispettoso: “Soffrite vi si ossequii, messere: questo sì che vuol dire qualcosa al sole avere!”
Rustico: “Ohé, corbezzole! Dàgli, dagli al nasino! È un cavolo gigante o un popon piccolino?”
Militare – “Puntate contro cavalleria!”
Pratico: “Lo vorreste mettere in lotteria? Sarebbe il primo lotto!” O in fin parodiando Piramo, tra i singhiozzi: “Eccolo, l’esecrando naso che la bellezza del suo gentil signore distrusse. Or ne arrossisce, guardate, il traditore!”
Ecco, ecco, a un di presso, ciò che detto mi avreste se qualche po’ di spirito e di lettere aveste. Ma di spirito, voi, miserrimo furfante, mai non ne aveste un’oncia, e di lettere tante quante occorrono a far la parola: cretino!

cyrano

“La Torre Nera” di Stephen King è un capolavoro!

La sfera del buio di Stephen King (quarto capitolo della Torre Nera) è uno dei romanzi più belli che io abbia mai letto. Un romanzo incredibile.
“Rise. Saltò. Tenne il ritmo. Sempre sentendo la presenza di lei alle spalle, che faceva altrettanto. Sempre chiedendosi se anche lei desiderasse con il medesimo, angosciato anelito, di essere lontano da lì, al buio, solo nel buio, dove poter togliersi dal volto la maschera prima che la faccia sottostante si riscaldasse al punto da infuocarla”.
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